Principi della golosità

“Principi della golosità” – tratto da “Grimodiana – Scritti scelti di una fondazione per la Gastronomia” a cura di A. Martone, Edizioni ETS 2015

In questo libro che raccoglie la filosofia di pensiero di Alexandre Balthazar Laurente Grimod de la Reynière, gastronomo francese vissuto a cavallo tra ‘700 e ’800, tratta soprattutto dai suoi scritti de L’Almanacco dei golosi, cui si dedicò senza sosta dal 1803 al 1812. Ci hanno incuriosito molto questi suoi “principi della golosità”, di cui abbiamo scelto un estratto che compare quasi come un galateo per buongustai, un invito ad assaporare al meglio i piaceri della tavola trattando il cibo con le giuste maniere, ma senza lesinare neanche su ciò che è di contorno ma altrettanto fondamentale. A partire dal presentarsi puntuali ad una cena, se si è degli autentici golosi; per proseguire con l’importanza di servire i piatti ben caldi, l’uno dopo l’altro, in tempi accuratamente studiati dalla cucina per non far distrarre l’ospite dal momento di gioia a tavola, senza dunque trasformarlo in un’estenuante attesa. E ancora vi sono parole anche per coloro che servono, ovvero i camerieri, la cui presenza tra i commensali dovrebbe essere sempre discreta e mai prolungata.

Ma perché “quando il pesce è in tavola non bisogna mai avvicinarvi del ferro”? Secondo le credenze di un tempo, ci sarebbe stata un’interazione tra il metallo di forchette e coltelli e i minerali contenuti nel pesce. Anche le nostre preoccupazioni sulla possibile interazione dei materiali di cucina con gli alimenti non sono dunque un dubbio solo attuale!

Scritto da Redazione ProDiGus

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