La saliera dei re

The Exeter Salt (The Salt of State), immagine all’interno del volume di Susanne Groom, At the King’s Table – Royal Dining Through the Ages, Ed. Merrell in association with Historic Royal Palaces, 2013

Stavo sfogliando questo libro in lingua inglese acquistato nel mio ultimo viaggio a Londra (2014), quando i miei occhi si sono soffermati su un’immagine in particolare, sulla quale ho voluto subito indagare ulteriormente sul web, trovandola tra le opere catalogate nel sito Royal Collection Trust.

Si chiama The Exeter Salt, ed è una stupefacente opera in argento smaltata in oro di Johann Hass, databile nella realizzazione intorno al 1630. Un centrotavola regale quanto speciale, dal momento che fungeva da saliera per gli ospiti (si poteva accedere ad una ciotolina contenente il sale rimuovendo il puntale di questo vero e proprio castello) ma anche da portaspezie (dalle torri del castello si estraggono dei veri e propri cassetti, che erano atti a contenere le più svariate e pregiate spezie).

Insieme a tanti minuziosi particolari abilmente forgiati, dai draghi ai cannoni, The Exeter Salt è tempestata di pietre preziose: granati, turchesi, zaffiri, smeraldi, rubini e ametiste. Questo oggetto da tavola estremamente sontuoso fu un dono destinato nel 1660 a Carlo II Stuart per l’incoronazione a re d'Inghilterra, Scozia, Irlanda e Francia nella seconda metà del Seicento. Fu la camera della città di Exeter a votare e scegliere un pezzo unico da offrire al re, che ai tempi costò l’enorme cifra di 700 sterline.

L'elaborato lavoro è l'unico pezzo sopravvissuto e ad oggi conosciuto dell’orafo di Amburgo Johann Hass, e dietro di esso si celano svariati misteri. Infatti pare che l’opera fosse parte di un gruppo di pezzi da tavola che erano stati acquistati anni prima da un ambasciatore e fervente parlamentare britannico (Richard Bradshaw) che si recò in visita dallo zar russo Alexei Mikhailovich per trattare con lui su questioni politiche, ma ogni discesa a compromessi venne rifiutata, così come, di conseguenza, lo stesso regalo. Tornato in terra natia, pare che Bradshaw fu costretto a vendere i vari pezzi per recuperare alcune perdite subite durante la sua missione fallita.

Gran parte dell'argento che apparve sul mercato in Russia e Scandinavia nel XVII secolo aveva origine ad Amburgo, città tedesca che fungeva da centro di riferimento per l'elaborazione e l’esportazione di elaborati piatti da buffet. Un pezzo simile nella forma di un castello, che funge però da bruciatore di profumo, può essere trovato solo nella collezione dell'Armeria del Cremlino, a Mosca.

La forma dell’oggetto era insolita in Inghilterra, e la saliera fu erroneamente ritenuta, per molti anni, un modello del mastio centrale della Torre di Londra, la Torre Bianca. In effetti, però, il castello è un’opera di pura fantasia. Già la prime guide a fogli mobili presenti nei primi tempi di apertura della Jewel House della Tower of London (dove questo oggetto è ancora oggi conservato), chiariscono che questo pezzo venne usato da Carlo II in poi esclusivamente nel corso dei banchetti di incoronazione dei regnanti inglesi.

Cliccando sul link che segue, sfogliando nella galleria fotografica, troverete un video per esplorare l'opera al megio:

https://www.rct.uk/collection/31772/the-exeter-salt-the-salt-of-state

Scritto da Sara Albano

Diplomata al liceo linguistico internazionale di Taranto, sua città di nascita, raggiunta la maggiore età sceglie di seguire il cuore trasferendosi nella food valley d’Italia, conseguendo la laurea magistrale in scienze gastronomiche presso l’Università di Parma, per poi intraprendere un master in Marketing e Management per l’Enogastronomia a Roma e il percorso per pasticceri professionisti presso la Boscolo Etoile Academy a Tuscania, dopo il quale ha subito inizio il suo lavoro all’interno della variegata realtà di Campoli Azioni Gastronomiche Srl,  dove si occupa oggi di back office, redazione e project management a 360°, sia in ambito di ristorazione ed eventi, che in ambito di attività che coniugano la gastronomia ai settori dell’editoria, del marketing e della comunicazione. 

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