La fregola

Fregola – tratto da La geometria della pasta, di C. Hildebrand e J. Kenedy, Sperling & Kupfer Editore 2011

La sua etimologia prende il nome dall’atto di “sfregare” un impasto per trasformarlo in tante piccole particelle; fa parte ancora oggi della radicatissima tradizione sarda e portarla in tavola la prima volta è una vera scoperta. Tutto questo e molto di più è la fregola!

Ottima da servire sia asciutta che in brodo o ancora preparata a mò di risotto (aggiungendo gradualmente i liquidi in cottura per non disperdere l’amido contenuto nella fregola e ottenere un risultato finale cremoso), la fregola si rivelerà perfetta anche come farcitura delle verdure scavate e poi cotte al forno, dalle zucchine alle melanzane ed i peperoni. Voi come preferite gustarla?

Raccontatelo a Prodigus!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scritto da Sara Albano

Diplomata al liceo linguistico internazionale di Taranto, sua città di nascita, raggiunta la maggiore età sceglie di seguire il cuore trasferendosi nella food valley d’Italia, conseguendo la laurea magistrale in scienze gastronomiche presso l’Università di Parma, per poi intraprendere un master in Marketing e Management per l’Enogastronomia a Roma e il percorso per pasticceri professionisti presso la Boscolo Etoile Academy a Tuscania, dopo il quale ha subito inizio il suo lavoro all’interno della variegata realtà di Campoli Azioni Gastronomiche Srl,  dove si occupa oggi di back office, redazione e project management a 360°, sia in ambito di ristorazione ed eventi, che in ambito di attività che coniugano la gastronomia ai settori dell’editoria, del marketing e della comunicazione. 

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