Adulterazioni diverse

“Adulterazioni diverse” – tratto da “La cucina di famiglia – raccolta di ricette pratiche e consigli per ben cucinare” di A. Giaquinto, 1899

Che confusione questi tempi moderni, soprattutto in fatto alimentare! E’ tutto un celare, omettere, sostituire, falsificare: ma siamo certi che il problema delle adulterazioni del cibo sia di esclusivo appannaggio moderno?

In realtà, il problema delle sofisticazioni è antico quanto il mondo, ed è naturalmente andato a crescere di pari passo con l’aumento della gamma di alimenti che l’uomo ha iniziato ad avere sempre più a disposizione, soprattutto dopo l’inizio delle grandi conquiste e lo sviluppo del commercio internazionale, diventato oggi vera e propria globalizzazione.

Da un lato un bene, che ha portato la nostra alimentazione a diventare molto più varia rispetto ai secoli passati, ma che al tempo porta sulle nostre tavoli prodotti che si fanno sempre più difficili da valutare in termini di qualità ed autenticità (influenzati nel tempo anche dall’aumento demografico globale e da nuove e variegate capacità di spesa della popolazione mondiale).

Già Adolfo Giaquinto (zio paterno di Ada Boni, la celebre autrice del “Talismano della felicità”) nel 1899 ci parla di queste problematiche, sottolineando la presenza di adulterazioni (riferendosi in particolare a quelle dell’olio d’oliva) nonché l’impossibilità per una famiglia di stabilire la qualità degli alimenti. L’unica soluzione a quei tempi – e forse anche quella moderna – è di affidarsi a rivenditori che fanno dei criteri di selezione della gamma di prodotti il proprio fiore all’occhiello, come in quel caro, vecchio rapporto tra cliente e commerciante che si instaurava nel tempo sulla base di fiducia, confidenza, e anche trasmissione di informazioni e cultura. Sarebbe davvero il caso di ritrovare questo bel modo di fare… non rinchiuderci nei centri commerciali ma andare alla ricerca dei piccoli dettaglianti che con la propria filosofia di vendita possono ancora fare la differenza nella selezione della qualità tradizionale rispetto ai prodotti offerti dalla grande distribuzione (i quali, ove di qualità, sono comunque “standardizzati”, lasciando poco spazio alle sane differenze che fanno l’artigianalità di un cibo).

Scritto da Redazione ProDiGus

Il nostro staff alla costante ricerca di informazioni utili e notizie attendibili nel mondo del food&beverage

0 Commenti