Alluminio monouso

Il tema della sicurezza dell’alluminio in campo alimentare è sempre utile da riprendere, soprattutto dal momento che le indagini su questo materiale sono andate avanti insieme ai progressi della ricerca scientifica. Infatti, ad oggi emerge, da diversi fattori che spiegheremo di seguito, la necessità di diffusione di informazioni per un migliore “uso consapevoledei prodotti in alluminio in cucina (usa e getta e non).

Sappiamo tutti quanto questo materiale sia un prezioso alleato in cucina, ma nessuna ricerca è mai riuscita effettivamente a negare il fatto che, trattandosi di un metallo, può accumularsi all’interno del nostro organismo, con effetti anche dannosi per il sistema nervoso centrale e l’apparato scheletrico se assunto in quantità eccessiva.

Ma partiamo anzitutto da vaschette e rotoli di alluminio. In Italia vige una legge che, a tutela del consumatore, obbliga le aziende produttrici di questi materiali a riportare in etichetta indicazioni chiare per il loro utilizzo sicuro. Quindi, è bene che tutti ci assicuriamo di ciò quando siamo intenti ad acquistarle: soprattutto dal momento che gli effetti sempre più forti dell’apertura dei mercati mondiali si riflettono sulla coesistenza sul mercato di prodotti di una molteplicità di marchi, paesi, qualità e prezzi differenti.

E nel caso di questi materiali usa e getta, sconsigliare l’acquisto di prodotti a basso prezzo diventa davvero doveroso, dal momento che la loro natura “monouso” ci porta spesso a cadere nella tentazione di scegliere di mettere nel carrello quelli meno costosi.

Se state pagando poco per l’acquisto di un prodotto, in alcuni casi può voler dire che avete sborsato una cifra pur piccola… ma per farvi del male. Ad esempio, occhio alle confezioni che con noncuranza potrebbero riportare immagini di cibo cotto al cartoccio nell’alluminio insieme ad una fettina di limone: un’azione che è invece assolutamente sconsigliato compiere, dal momento che la presenza di cibi acidi (ovvero il limone) incentiva la migrazione dell’alluminio nel cibo.

E ancora, su altre confezioni si legge che l’alluminio è consigliato per conservare pressoché qualsiasi tipologia di cibo, o sempre attraverso le immagini si invita alla cottura di primi piatti al pomodoro nelle vaschette monouso (altro ingrediente altrettanto acido). Sul sito Il Fatto Alimentare è riportato un interessante articolo riguardante i dati emersi dalle prove di laboratorio sulla migrazione dell’alluminio nei cibi, condotta sulla cottura in vaschette e carta d’allumino di una porzione di lasagne e di un pesce al cartoccio condito con succo di limone, e che ha tenuto conto anche del conservare una semplice mela racchiusa in un foglio d’alluminio (senza sottoporla dunque ad alte temperature).

Ebbene, siamo certi che a questo punto non vi stupirà troppo che secondo i risultati di queste analisi, l’alluminio ha contaminato tutti i cibi che erano a contatto diretto con lo stesso. Le lasagne al ragù preparate in casa e assemblate nell’alluminio hanno assorbito ben 0,486mg/kg di alluminio, mentre sul pesce al limone cotto nel cartoccio è stato registrato un assorbimento di cinque volte maggiore (2.8 mg/Kg). Irrilevanti i risultati di assorbimento della mela (0.005 mg/Kg), ma comunque non nulli, il che non esclude dunque la possibilità di “sbalzi” di comportamento qualora questa mela racchiusa nell’alluminio fosse conservata a temperature non idonee.

Per “pesare” questi risultati è necessario però metterli a confronto con la dose tollerabile settimanale stabilita nel 2008 dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, pari a 1mg per ogni chilo di peso corporeo a settimana. Ne deriva che, se un uomo di 70 Kg consumasse per una settimana carne marinata nel limone in una vaschetta di alluminio, potrebbe arrivare tranquillamente a un’assunzione pari al 63% della dose massima, mentre un bambino di 15 Kg potrebbe superarla di ben tre volte.

In conclusione di tutto ciò, si rende dunque importante che il consumatore faccia la sua parte, seguendo con maggiore attenzione le istruzioni presenti sulle confezioni di rotoli d’alluminio e vaschette, ovvero:

  • Non utilizzare l’alluminio a contatto con cibi molto acidi o salati (limone, pomodoro, salumi, formaggi);
  • Utilizzare l’alluminio quando si tratta di alimenti da tenere in frigorifero, da non sottoporre dunque a sbalzi termici;
  • In alternativa, se si tratta di un cibo da conservare necessariamente a temperatura ambiente, potrete comunque farlo ma possibilmente per non oltre 24 ore, a meno che non si tratti di uno degli alimenti indicati “a basso valore estrattivo” dell’alluminio in un’apposita lista stilata dalla legge italiana. Questi sono: Prodotti di cacao e cioccolato, Caffè, Spezie ed erbe infusionali, Zucchero, Cereali e prodotti derivati, Paste alimentari non fresche, Prodotti della panetteria, Legumi secchi e prodotti derivati, Frutta secca, Funghi secchi, Ortaggi essiccati, Prodotti della confetteria, Prodotti da forno fini (a condizione che la farcitura non sia a diretto contatto con l’alluminio).

Scritto da Sara Albano

Diplomata al liceo linguistico di Taranto, sua città di nascita, raggiunta la maggiore età sceglie di seguire il cuore trasferendosi nella food valley d’Italia, conseguendo la laurea magistrale in scienze gastronomiche presso l’Università di Parma, per poi intraprendere un master in Marketing e Management per l’Enogastronomia a Roma e il percorso per pasticceri professionisti presso la Boscolo Etoile Academy a Tuscania, dopo il quale ha subito inizio il suo lavoro all’interno della variegata realtà di Campoli Azioni Gastronomiche Srl,  dove si occupa oggi di back office, redazione e project management a 360°, sia in ambito di ristorazione ed eventi, che in ambito di attività che coniugano la gastronomia ai settori dell’editoria, del marketing e della comunicazione. 

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