Un fenomeno chiamato Nowzaradan

Prima è diventato oggetto prediletto di innumerevoli meme e fotomontaggi umoristici postati su Facebook e Instagram; e in questi giorni, tutti impazziscono per un’immagine che ritrae dei pupazzetti di stoffa  che ne riprendono molto bene le sembianze. Si parla del dott. Nowzaradan, volto noto del reality show statunitense “Vite al limite”, il cui successo sia in America che in altri paesi (tra cui il nostro) ha portato alla realizzazione di ben sette stagioni.

Come molti già sapranno, si tratta di un programma nel quale ogni episodio è dedicato a seguire per un anno la vita di persone patologicamente obese (con un peso medio che si aggira intorno ai 300kg), che tentano di ridurre il proprio peso attraverso l’intervento di by-pass gastrico eseguito, appunto, dal chirurgo iraniano, il dott. Younan Nowzaradan.

Ciò che ci è sorto spontaneo domandarci è il perché di questo fenomeno. Di primo acchito, quello di utilizzare la figura di un chirurgo - che ogni giorno ha la vita delle persone nelle proprie mani – come oggetto di post che generano una sorta d’ilarità sul tema dell’obesità, potrebbe sembrare certamente l’ennesimo “brutto gioco” portato avanti dal mondo virtuale.

Ma se siete assidui frequentatori dei social,  e avrete voglia di leggere i commenti che compaiono sotto i post che hanno come oggetto questo personaggio, noterete che a coloro che prendono il tutto con superficialità, si accostano tante persone che nel dott. Nowzaradan vedono un motivatore. Perché è anche questo il ruolo che emerge della sua persona in “Vite al limite”: durante i suoi colloqui con i pazienti si mostra sempre estremamente duro, sincero e risoluto, soprattutto quando si tratta di dover dire loro (purtroppo, spesso, con le cattive) che smettere di mangiare è fondamentale per la loro sopravvivenza. Non dimentichiamo che due pazienti sono deceduti mentre si giravano le riprese della sesta e settima stagione del programma, mentre altri quattro hanno comunque perso la vita prematuramente: l’obesità talmente spinta sottopone il corpo umano a troppo malessere, troppi cambiamenti dell’organismo e dell’anima, nonché dello stile di vita, facendo entrare spesso chi ne soffre in un vortice di autodistruzione a base di cibo.

L’inatteso riflesso positivo di tutto questo, dunque, è che il bombardamento d’immagini e battute concernenti la figura e il carattere di questo dottore suscita in molte persone un senso di determinazione, portando a immaginarlo come se egli fosse un “grillo parlante” che ci spia ogni volta che apriamo il frigorifero, quasi recitandoci le battute che ci hanno fatto più sorridere sul web per aiutarci a non cadere nelle tentazioni. 

Forse è proprio per questo che – per citare nuovamente ciò che ci ha ispirato a scrivere questo articolo – una foto di "Nozzy", piccoli pupazzi di feltro fatti a mano da un’artigiana livornese che riproducono perfettamente il dottore, sta spopolando in queste ore su tutta la rete, e sta generando innumerevoli condivisioni ma soprattutto conversazioni, in cui tutti si chiedono dove poterlo acquistare, le migliori amiche vogliono già scambiarselo come regalo di Natale, qualcuno pensa di trasformarlo in calamita per tenerlo attaccato sulla porta del frigorifero.

Se questo rappresenta allora uno di quei rari casi in cui un reality show riesce a veicolare messaggi positivi, che ruotano intorno all’autocontrollo, la consapevolezza di sé e la determinazione personale, non resta che complimentarsi con il dott. Nowzaradan e con i curatori di “Vite al limite”, per aver trovato il giusto modo di arrivare dritti al cuore del pubblico, come tempi moderni della comunicazione comandano, ovvero lasciandoli trasparire con verità e incisività. 

E voi, cosa ne pensate? Attendiamo di conoscere il vostro punto di vista nei commenti!

 

 

Scritto da Sara Albano

Diplomata al liceo linguistico internazionale di Taranto, sua città di nascita, raggiunta la maggiore età sceglie di seguire il cuore trasferendosi nella food valley d’Italia, conseguendo la laurea magistrale in scienze gastronomiche presso l’Università di Parma, per poi intraprendere un master in Marketing e Management per l’Enogastronomia a Roma e il percorso per pasticceri professionisti presso la Boscolo Etoile Academy a Tuscania, dopo il quale ha subito inizio il suo lavoro all’interno della variegata realtà di Campoli Azioni Gastronomiche Srl,  dove si occupa oggi di back office, redazione e project management a 360°, sia in ambito di ristorazione ed eventi, che in ambito di attività che coniugano la gastronomia ai settori dell’editoria, del marketing e della comunicazione. 

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