Le bufale sull’olio di colza

L’olio di cocco e l’olio di palma sono presenti in molti alimenti, anche se recenti allarmi, solo in parte fondati, hanno indotto l’industria del cibo a ridurne l’impiego.

L’attenzione si è così spostata su un altro olio di origine vegetale. Si tratta dell’olio di colza. Non è soltanto uno degli ingredienti usati nella preparazione di biscotti e farinacei vari, ma è anche un combustibile ecologico. Negli ultimi mesi è divenuto bersaglio di attacchi da parte di blog e siti (soprattutto d’oltreoceano) che lo classificano come cibo cattivo.

Tocca quindi ai produttori di olio di colza difendersi dalle accuse, spesso fabbricate con l’unico scopo di screditare un alimento a vantaggio di altri. Questi ultimi sono, il più delle volte, promossi dallo stesso sito o blog autore della campagna diffamatoria.

Bufale a iosa compaiono anche su diversi siti italiani: The Italian Times, Eticamente e Tanta Salute. Il consiglio, per tutti, è sempre lo stesso: verificare le notizie che compaiono su fonti non certificate, cercando conferme o smentite sui siti accreditati, per esempio tra le pagine dei quotidiani, o comunque delle testate giornalistiche registrate presso un Tribunale. Informazioni certe, su ogni genere di argomenti, possono naturalmente essere reperite anche visitando le pagine di Enti e Associazioni, anche in questo caso note e accreditate, o quelle dei Ministeri.

Una regola che vale anche per le pubblicazioni straniere. Per tornare all’olio di colza, le cinque bufale che lo riguardano sono state facilmente smentite: non ci sono studi scientifici che provano che il prodotto sia potenzialmente pericoloso per la salute (il segreto è sempre nelle quantità che si consumano, che non devono essere eccessive). La presenza nell’olio di acido erucico, oltre una certa soglia, può essere dannoso per l’uomo, ma i limiti sono stabiliti dalla legge. In particolare, l’EFSA, Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha stimato che la concentrazione di acido erucico nell’olio di colza, attualmente in commercio, sia ulteriormente abbassata, dell’ordine dello 0,5%. I siti che propagano bufale come gas velenosi, invece, fanno riferimento a un report della Fda del 1956. L’olio di colza non causa malattie neurodegenerative; chi afferma il contrario non lo fa su basi scientifiche.

Il prodotto inoltre non è tra le cause del cancro e nemmeno tra quelle che determinano una condizione di obesità. Chiaramente, come per altri alimenti, più se ne consuma, più si tende ad aumentare di peso. Non sono pericolose nemmeno le varietà OGM e il fatto che l’olio di colza trovi altri impieghi non è segno che sia dannoso per la salute.


Fonte: Wired

Scritto da Redazione ProDiGus

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