Cos’è la moringa?

Nell’era dei superfood, alimenti che vantano, rispetto ad altri, un più alto contenuto di nutrienti, si fa strada, tra avocado e zenzero, un frutto che si chiama moringa.

Tra le parole più cercate su Google, moringa fa riferimento a diverse specie (13 sono quelle conosciute, ma si ipotizza l’esistenza di altre) di una pianta tipica della fascia equatoriale. Resistente alla siccità, la moringa riesce a svilupparsi in un’ampia varietà di terreni, anche quelli più poveri, ed è totalmente commestibile. Tutte le parti dell’albero contengono la stessa quantità di proteine: una caratteristica che fa di questo vegetale un vero e proprio unicum.

In genere, si utilizza il frutto di moringa in polvere: quella ricavata dai semi e dalle foglie della specie Oleifera. Secondo la medicina ayurvedica, questo alimento sarebbe in grado di prevenire un numero impressionante di patologie: circa trecento.

La pianta equatoriale in questione è ritenuta un vero toccasana, se si considerano le sue caratteristiche: contiene 9 amminoacidi essenziali; vitamina C in quantità sette volte superiori a quelle contenute nelle arance; vitamina A quattro volte più delle carote, e la stessa proporzione vale per il calcio. La moringa ne contiene 4 volte di più del latte. Il ferro, che assumiamo attraverso numerosi alimenti tra i quali gli spinaci, è presente nella moringa 25 volte più che nei vegetali preferiti di Braccio di Ferro. E se tutto questo non bastasse, la moringa vanta anche 46 antiossidanti diversi.

Una ricerca i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Phytotherapy Research, conferma che il frutto che si coltiva nelle regioni equatoriali, è efficace contro infezioni, malattie stagionali, problemi intestinali, stanchezza e anemia.

Persino la FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) ne riconosce il valore, raccomandando, soprattutto alle donne in gravidanza o in fase di allattamento, di mangiarne le foglie, perché particolarmente ricche di proteine, vitamine e sali minerali.

La moringa è commercializzata in erboristeria, sotto forma di polvere, ed è ottima nei frullati e nei centrifugati. Nel Regno Unito è già tra gli ingredienti di merende e barrette ad alto potere nutritivo. Mentre in Italia qualcuno ha già pensato di inserirla tra le coltivazioni tradizionali.

Si tratta di una società salentina. In una delle aree più visitate della Puglia, terra ricca di bellezza e di risorse, anche dal punto di vista enogastronomico, esiste una piantagione di moringa. Un’equipe di esperti del luogo, dopo lunghi e accurati studi, ha provato a coltivare le prime piante nelle serre, appositamente progettate e costruite, tra Leverano e Copertino, due comuni della provincia di Lecce.

I risultati ottenuti sono stati sorprendenti, in termini di qualità. La polvere di moringa viene ricavata entro 24 ore dal raccolto, attraverso tecniche innovative. In collaborazione con l’Università del Salento, la società produttrice della pianta, è già in grado di realizzare integratori alimentari e cosmetici di altissimo livello. Un successo che molto probabilmente ispirerà altri imprenditori del settore, attratti dalle proprietà eccezionali di questo vegetale.


Fonte: Vanity Fair

Scritto da Redazione ProDiGus

Il nostro staff alla costante ricerca di informazioni utili e notizie attendibili nel mondo del food&beverage

0 Commenti

Lasciaci un Commento

Per scrivere un commento è necessario autenticarsi.

 Accedi