Cos’è la crononutrizione?

La giornata di ciascuno di noi è “regolata” dal cosiddetto orologio biologico, che ne scandisce i tempi. Quelli della veglia, del sonno e della nutrizione sono i più sensibili. Tra chi è mattiniero e chi preferisce andare a dormire molto tardi e spostare di conseguenza la sveglia in avanti, sarebbe favorito, secondo alcuni studi, il primo. In realtà una recente ricerca guidata da una nota multinazionale del food concentra l’attenzione sul comportamento alimentare, sottolineando che le persone che tendono a non rispettare tempi, frequenza e regolarità dei pasti corrono un rischio maggiore di andare incontro a determinate patologie.

Si parla dunque di crono-nutrizione, ovvero della necessità di regolare le proprie attività (tra queste l’alimentazione e il riposo notturno), e di conservare tale regolarità. Andare a dormire troppo tardi, presumibilmente dopo aver cenato altrettanto tardi provoca problemi al metabolismo, proprio perché l’organismo umano è predisposto ad essere efficiente durante il giorno e a mettersi in stand by, nelle ore notturne. Contrastare questo meccanismo per così dire perfetto può non essere il comportamento giusto, sebbene anche in questo caso, come in altri, il fattore soggettivo abbia la sua importanza.

Illustri esperti hanno stabilito che “scambiare la notte con il giorno”, esigenze soggettive a parte, crea il fenomeno definito “chronodisruption”, ovvero un disagio, un’interruzione del normale funzionamento dell’orologio biologico.

A quel punto sarà più facile, per i soggetti che sperimentano il crono-disagio, avere una salute più vulnerabile. Disturbi metabolici, obesità e malattie cardiovascolari sono stati osservati in coloro i quali avevano abbandonato la regolarità come guida nelle attività quotidiane. A sottolinearlo è anche Luca Pirretta, gastroenterologo e nutrizionista dell’Università Campus Biomedico di Roma.

Crononutrizione è in realtà anche un modo per poter mangiare qualsiasi cosa, ma agli orari giusti. Se c’è un tempo per ogni cosa, ce n’è uno anche per assumere grassi e zuccheri. Sicuramente quando l’organismo ne ha più bisogno, come per esempio al mattino. In generale, colazione, pranzo e cena dovrebbero essere consumati sempre nella stessa fascia oraria. La colazione, appena svegli, ad un orario congruo, il pranzo, non oltre le 14 e la cena tra le 19 e le 20. Dopo le 22 è sconsigliabile, così come lo è l’assunzione di zuccheri. “Perchè alimentare un’auto che deve andare in garage?”.


Fonte: ANSA

Scritto da Redazione ProDiGus

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