Suini e salumi, mercato a rischio

I prezzi delle carni suine crescono mentre i consumi scendono. L’Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi aderente a Confindustria (Assica) lancia l’allarme, perché la situazione è destinata a peggiorare se non si corre ai ripari.

Sono diversi i fattori che concorrono a determinare questa situazione. Innanzitutto i deboli consumi sul mercato interno e in secondo luogo l’alta domanda di carne suina in Cina, dovuta alla diffusione della peste suina africana. Una patologia che non ha ricadute sulla salute umana, perché colpisce gli animali. Tuttavia l’epidemia può essere fermata soltanto abbattendo i capi che risultano infetti. Finora il 20% dei suini cinesi, su un totale di 440 milioni di maiali, ha dovuto seguire questa via, con grave danno per tutta la produzione.

Sembra che in Italia i consumi di prodotti che impiegano carne suina siano scesi, segnando un -1,4%, mentre la produzione è rimasta sostanzialmente stabile. Dopo il 2020 la situazione dovrebbe migliorare, affermano i rappresentanti di Assica. Ma nel frattempo c’è bisogno di qualche aggiustamento.

I prezzi alti della carne suina penalizzano tutto il comparto dell’industria della lavorazione della materia prima. Considerato che per i produttori il costo della carne rappresenta il 50%, se non il 70% del costo totale del prodotto, si comprende bene come a soffrire siano soprattutto le case produttrici di salumi e alimenti che contengono suino. Anche l’eccellenza qualitativa degli alimenti italiani potrebbe soffrirne.

L’Associazione delle Carni fa notare che in una situazione preoccupante come quella attuale, l’unica alternativa sembra essere il confronto. Un dialogo da avviare a più livelli, con tutti i protagonisti della filiera. Al fine di contenere al massimo gli eventuali danni dovuti ai prezzi elevati e alla consistente domanda estera di materia prima, occorrerebbe anche coinvolgere i consumatori.

Una corretta informazione rivolta ai destinatari finali dei prodotti a base di carne suina può senza dubbio essere un aiuto per la classe degli allevatori e per quella dei produttori, spesso penalizzate da dinamiche di mercato che sfuggono alla comprensione comune.


Fonte: Foodweb

Scritto da Redazione ProDiGus

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