Pericolo ortoressia

Alimentarsi nel modo giusto è ormai diventato quasi un “mantra” per molte persone da parte a parte del mondo. Ma se la ricerca e la scelta del cibo diventano un’ossessione, rendendo il momento dei pasti frutto di una pianificazione eccessiva, questo potrebbe diventare un problema sia per la nostra salute che per la nostra vita sociale. 

Prende il nome di ortoressia il fenomeno che vede la nostra mente pianificare i pasti con largo anticipo (portandoci a pensare alla nostra dieta per più di 3 ore al giorno), sentirsi eccessivamente in colpa quando ci si concede un peccato di gola, ed al contrario sentire la propria autostima alle stelle quando si è mangiato poco e bene. 

La terminologia deriva dal greco orthós, che significa giusto o corretto, e òrexis, che significa appetito: l’accostamento di queste due parole descrive dunque proprio la preoccupazione maniacale verso la qualità dei cibi consumati. Un vero “vortice” nel quale si rischia di cadere andando a imporsi man mano regole alimentari sempre più ristrette, a tal punto da arrivare a rendersi sia fisicamente che psicologicamente malsane, fino alla possibilità di portarci a una perdita di peso raggiunta in modo errato, frutto di malnutrizione accompagnata spesso dall’isolamento sociale.

Spesso infatti gli ortoressici preferiscono mangiare da soli per non sentirsi mai fuori contesto, dai pasti condivisi con i colleghi di lavoro agli inviti a cena tra amici. Nei casi più gravi, si verifica anche una sorta di “fobia” dei ristoranti, nell’incubo che pietanze preparate non direttamente dalle proprie mani non siano abbastanza sane. 

Un team di ricercatori italiani della Sapienza di Roma ha recentemente elaborato un test diagnostico: si chiama Orto-15 e si tratta di un questionario per valutare la presenza di comportamenti ossessivi riguardo a scelta, acquisto, preparazione e consumo degli alimenti.


Fonte: Focus

Scritto da Redazione ProDiGus

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