Nuova vita per i rifiuti!

La raccolta differenziata è meno “faticosa” se si prova ad immaginare una seconda vita per gli oggetti che finiscono nei contenitori per la plastica, il vetro, la carta, eccetera. Lo rivela una ricerca dello Smeal College of Business dell’Università della Pennsylvania.

Il tipo di messaggio informativo che i consumatori ricevono determina le proporzioni e la qualità della raccolta differenziata. Sapere che il suo obiettivo è “far bene all’ambiente” è una spinta importante per i cittadini, ma conoscere i processi che portano al riciclo degli oggetti e quindi alla loro rinascita costituisce un incentivo decisamente più forte.

Gli analisti americani hanno avviato sei diversi esperimenti e ciascuno di essi ha condotto al medesimo risultato. Alle persone che hanno partecipato alla ricerca sono stati mostrati messaggi diversi, nelle forme e nei contenuti. Il testo corredato di immagini grafiche più efficace è risultato essere quello riguardante la carta che diventa nuovamente carta. In questo caso è stata registrata una percentuale di raccolta differenziata, nel campione, pari all’80,5%; la cifra del 79,1% è stata raggiunta con il messaggio che vedeva la carta trasformata in un oggetto diverso, per esempio uno strumento musicale. Il testo invece che non conteneva specifiche sulla tipologia di reimpiego che la carta avrebbe avuto ha ottenuto solo il 50,9% della raccolta.

La stessa ricerca ha dimostrato che entrare in contatto con un prodotto ottenuto dal riciclo di un oggetto favorisce comportamenti virtuosi.

E’ stata presa in esame anche una campagna per il riuso dei jeans e si è rilevato che le risposte dei consumatori crescono, soprattutto qualitativamente, quando viene mostrato loro l’intero ciclo di vita del tessuto.

Non finisce qui, gli esperimenti sono proseguiti su altri fronti. Hanno coinvolto un gruppo di tifosi allo stadio: a tutti loro era stato chiesto di raccogliere, differenziandoli, i rifiuti prodotti durante l’incontro sportivo. Solo ad alcuni era stato spiegato cosa ne sarebbe stato, in seguito, di quei rifiuti. Naturalmente le persone informate adeguatamente hanno raccolto più spazzatura degli altri (il 58,1% contro il 19). Infine, un ulteriore test è stato fatto in un campus universitario, anche questa prova ha dimostrato che gli studenti tendevano a raccogliere e differenziare in proporzioni maggiori, in presenza di cartelli che illustravano il processo di riciclo degli oggetti.

La ricerca americana spiega perché le campagne di sensibilizzazione sulla necessità di adottare comportamenti sostenibili, funzionino meglio quando sono più accurate, contengono cioè informazioni precise e dettagliate.


Fonte: Il fatto alimentare

Scritto da Redazione ProDiGus

Il nostro staff alla costante ricerca di informazioni utili e notizie attendibili nel mondo del food&beverage

0 Commenti

Lasciaci un Commento

Per scrivere un commento è necessario autenticarsi.

 Accedi