La verità sui succhi di frutta

Sapevate che in diversi paesi bere bibite e bevande zuccherate fosse un gesto gravato da tasse più elevate di quelle applicate ad altri alimenti? La spiegazione ha a che fare con la salute: gli zuccheri consumati in quantità non proporzionate e con una certa assiduità, spianerebbero la strada a malattie come il diabete di tipo 2.

E i succhi di frutta - compresi quelli al 100% - e i frullati non sarebbero escluse dalle bevande incriminate. Finora infatti, il loro consumo è stato in qualche maniera protetto, se non caldeggiato, da un falso pregiudizio “positivo”; ma ogni consumatore dovrebbe mirare a superarli nel nome dell’informazione, per approfondire meglio, vederci chiaro e non affidarsi alle credenze.

Per riassumere, si è pensato a lungo che trattandosi di bevande a base di frutta, i succhi non presentassero controindicazioni di alcun genere. Quelle che normalmente, a ragione, vengono attribuite alle bevande gassate. Invece, secondo un recente studio condotto su 13.500 volontari americani ultra 45enni, durato sei anni, un bicchierone di succo (350ml circa) consumato ogni giorno, incrementerebbe il rischio di morte del 24%. Le vitamine e gli antiossidanti che contiene risulterebbero “neutralizzati”.

Che i risultati dell’analisi in questione siano corretti o no, è certo che ingerire eccessive quantità di zuccheri sia tutt’altro che una buona pratica. L’Organizzazione Mondiale della Sanità considera quelli presenti in un succo di frutta dannosi quanto gli zuccheri con i quali vengono spesso “conditi” certi alimenti, magari allo scopo di renderli più appetibili.

Attenzione però a non drammatizzare: come al solito, la verità sta nel mezzo. Disporre di corrette informazioni è già un modo per orientare al meglio i comportamenti. Privarsi o privare figli e nipoti dei succhi non ha senso, fargliene bere ogni tanto non metterà certo a rischio la loro salute. Secondo il parere degli esperti, basta non superare un bicchiere da 150 ml al giorno per stare tranquilli. Ancora meglio comunque imparare ad inserire nella propria dieta della buona frutta fresca di stagione.


Fonte: Il fatto alimentare

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