Garbage cafè

Plastica o metallo in cambio di denaro, oppure di un pasto. È quel che fanno le persone che rovistano nella spazzatura, in cerca di materiale da rivendere a chi ne fa oggetto di scambio, o chi utilizza quel materiale per nuove produzioni. Questa pratica ha ispirato i gestori dei Garbage cafè, letteralmente “caffè spazzatura”.

Sono ormai in tutto il mondo; l’ultimo in ordine di apertura, si trova in India. In Cambogia il suo nome è Rubbish Cafè, ma la sostanza non cambia: si tratta di ottime nuove idee per incentivare il conferimento dei rifiuti e farlo diventare una risorsa. Il locale cambogiano è in legno all’esterno e in plastica all’interno, dimostrandosi un luogo che nasce per riciclare oggetti che altrimenti andrebbero solo ad accrescere il livello di inquinamento globale. Inoltre, si tratta anche di una strategia sociale, la messa in campo di una solidarietà operosa e rispettosa nei confronti dell’intero pianeta.

Nei Garbage Cafè non si mangia certo spazzatura ma piatti di ogni genere, preparati e offerti in cambio di denaro oppure di vecchie bottiglie. Per la colazione è sufficiente mezzo chilo di plastica, mentre per il pranzo bisogna portare con sé almeno una quantità doppia del materiale riciclabile.

Anche a Londra è stato aperto un bar del genere, ma solo per un fine settimana. Ha potuto contare sulla collaborazione di un noto chef e, nel breve arco di tempo della sua attività, ha proposto agli avventori piatti vegetariani. Più che altro un messaggio ambientalista, certo non da poco.

Ad Ambikapur, in India, le autorità locali hanno promosso una raccolta dei rifiuti, i cui effetti dovrebbero contenere sprechi e inquinamento e favorire una maggiore cultura ambientalista.

La plastica, come ben noto, viene già ampiamente reimpiegata, ovunque nel mondo, e rinasce a nuova vita sotto forme diverse. Dalle maglie ai contenitori per la frutta a semplici oggetti d’arredo, per arrivare alle borse e ad altri accessori. In India ci fanno addirittura le strade.

La ricerca e la tecnologia hanno fatto dei grandi passi avanti in questo senso, mettendo a punto strumenti, macchine e tecniche che sono in grado di rigenerare non solo la plastica, ma anche il legno, il cuoio, il metallo, tessuti di ogni genere e persino liquami. Bisogna saper usare l’immaginazione: cambiare il mondo è possibile, a piccoli passi. Piccoli per l’uomo, grandi per l’umanità.  


Fonte: Gambero Rosso

Scritto da Redazione ProDiGus

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