Carote: sono sempre state arancioni?


Viola, porpora, bianche o gialle. Lo erano le carote prima che il “pollice arancio” di alcuni coltivatori olandesi le trasformasse nell’ortaggio che oggi tutti conosciamo. Non è uno scherzo, ma una verità che ha una radice storica.

Se la carota ha assunto quello che è diventato il suo “caratteristico” colore, è per una questione politica. Alla fine del 1600 in Olanda, un team di esperti agricoltori selezionò accuratamente i semi per creare una varietà dell’ortaggio color arancio, in omaggio alla dinastia degli Orange.

A questi ultimi si deve infatti l’indipendenza del paese dal potere spagnolo. Mettere in tavola quel colore era evidentemente un modo per suggellare l’importante passaggio storico. Da quel momento in avanti il new look dell’ortaggio, una sorta di timbro della storia, si impose in tutte le cucine d’Europa.

A cambiare non fu soltanto il colore delle carote ma anche il loro sapore, che divenne più dolce rispetto a quello della versione originaria.

Quanto alle origini di quello che è divenuto un ingrediente fondamentale del soffritto e di tanti piatti della gastronomia mediterranea, la carota è piuttosto anziana, anzi antica: nasce circa 5000 anni fa, nei territori dell’attuale Afghanistan e in seguito se ne trovano abbondanti tracce anche nella cultura greca e in quella romana. Le due grandi civiltà del passato ne utilizzavano soprattutto i semi, per le loro proprietà medicinali; tra le altre cose, erano efficaci come cicatrizzanti.

I primi ad impiegarle in cucina furono gli arabi e grazie a loro le carote arrivarono in Spagna. Fu poi Caterina de’ Medici, o meglio il suo chef a portare l’allegro ortaggio sulle tavole dei nobili. Curiosità: secondo alcune testimonianze sarebbe stata sempre Caterina o comunque i suoi pasticceri, a far arrivare piccole delizie simili ai macarons, di probabile origine veneziana, in Francia.

Tornando alle carote, di esse si dice che sono un tonico per la mente e per il sistema nervoso, grazie al loro alto contenuto di ferro e vitamine. Come tutti sanno, sono anche ricche di betacarotene e per questo favoriscono l’abbronzatura, fanno bene anche alla vista e sono delle ottime alleate della pelle e della bellezza in generale. L’Italia è forse l’unico paese in Europa che le produce dodici mesi all’anno.

Le carote originarie di colore viola, più piccole delle loro sorelle orangiste, non sono tuttavia scomparse. Basta muoversi nei reparti dell’ortofrutta con attenzione, non sarà difficile trovarle. Perché non provarle?

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