Bambini, più ortaggi nel piatto

Uno studio pubblicato quest’anno sul Journal of Nutrition, Education and Behavior ha rivelato che i bambini mangerebbero più volentieri la verdura quando il piatto che viene loro presentato contiene diverse varietà di vegetali. Una conclusione cui i ricercatori dell’Università di North Ryde, in Australia, sono giunti avviando una sperimentazione, in collaborazione con i colleghi dell’Università di Wageningen, nei Paesi Bassi.

Le motivazioni di questo approccio al consumo delle verdure, da parte dei minori, andrebbe rintracciato, secondo i responsabili dell’esperimento, nella naturale attitudine dei bambini a conoscere. La loro curiosità li spingerebbe dunque ad assaggiare cibi nuovi, in particolare vegetali. I bimbi scelti per quest’analisi hanno un’età compresa tra i quattro e i sei anni e sono stati suddivisi in tre gruppi, ai fini del buon esito della ricerca. A ciascun gruppo è stata offerta una determinata proposta gastronomica.

Lo studio ha evidenziato anche l’importanza della cornice, del contesto nel quale il bambino consuma i suoi pasti. L’ambiente casalingo è risultato il più favorevole; i minori che sceglievano piatti ricchi di vegetali, i più diversi, venivano ricompensati con un adesivo colorato.

Gli esperti hanno messo in evidenza l’importanza che riveste, nella fase della scelta, la curiosità dei bambini rispetto a forme e colori presenti a tavola. L’esperimento ha avuto una durata di cinque settimane, ma i suoi effetti si sono manifestati anche nel periodo successivo. I piccoli che durante lo studio avevano assunto buone proporzioni di verdure hanno continuato a farlo anche una volta tornati a casa, alle loro solite abitudini. Tutte rimaste immutate, eccetto quelle alimentari, che sono migliorate, integrando nella dieta maggiori quantità di vitamine, fibre e sali minerali.

L’esperimento sarà ora ripetuto su gruppi più ampi di bambini e genitori. Altri fattori potranno essere presi in considerazione, per rendere gli esiti ancora più completi. La curiosità, il gioco e la ricompensa salvano dunque i bambini da una dieta monocibo.
A questo punto, è lecito chiedersi quali possano essere le leve sulle quali agire per raggiungere un analogo obiettivo anche con gli adulti, i più riottosi ad abbandonare o a rivedere un’alimentazione non propriamente sana.

La “ricompensa” e l’informazione chiara sulle conseguenze di certi comportamenti a tavola potrebbero forse essere la chiave di volta, anche nel caso dei più refrattari ai cambiamenti. Intanto lo studio australiano offre un valido suggerimento a tanti genitori.


Fonte: Il fatto alimentare

Scritto da Redazione ProDiGus

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