Soul Kitchen

Soul kitchen” è un film a tema culinario particolare, grazie anche ad un sodalizio perfetto venutosi anche a creare tra cucina e musica

A partire, non a caso, da una colonna sonora eccezionale, che lo rende veramente speciale, ricca di brani soul, jazz e rock. Inoltre, un’ambientazione molto alternativa, underground e multiculturale, che fa da sfondo ad una bella storia dal valore edificante, aggiungono un valore unico alla pellicola. 

Il film narra le vicende di Zinos Kazantzakis, cuoco di origine greca, proprietario di un ristorante ad Amburgo, denominato appunto “Soul Kitchen”. Attorno al ristorante accadono dei fatti che, ad accostarli con le normative d’igiene e sicurezza degli alimenti odierne, si drizzerebbero i capelli in testa a chiunque.

Zinos, infatti, molto spesso affitta il suo loft/magazzino/ristorante come sala prove ad una band punk, e come se ciò non bastasse, al suo interno vive un vecchio marinaio greco che oltre che a bivaccare, approfitta dell’attività per lavorare al restauro della sua barca. Date le premesse, il ristorante (come si può ben immaginare) non ha nella fama la sua fortuna ed è frequentato principalmente da operai e da gente poco raccomandabile, amante del cibo spazzatura, grande classico dei fast food americani.

La situazione privata del giovane ristoratore non va meglio del suo locale: Zinos è indebitato fino al collo, ha guai con il fisco e per di più è fidanzato con Nadine, una giornalista narcisista ed egoista che poco ha a cuore le sorti del compagno e soprattutto della sua attività. Ma nel mare di guai in cui si trova, Zinos riesce a restare a galla anche grazie ai risvolti positivi che nella pellicola non mancano e che si incrociano coi momenti più bui del protagonista.

La svolta arriverà, dunque, durante una cena presso un ristorante di lusso, proprio quando i due fidanzati si troveranno a litigare apertamente per via della decisione della donna di trasferirsi per un lavoro a Shanghai. Un evento che il cuoco non gradirà e che lo porterà, durante una pausa nervosa per fumare una sigaretta, ad incrociare Shayn Weiss, chef di altissimo livello dello stesso ristorante, uscito anch’egli nello stesso momento, per sedarsi dopo una lite in cucina.

Un cliente poco cordiale, difatti, aveva ordinato un gazpacho caldo, richiesta che per lo chef sarebbe stato come preparare una carbonara con la panna, ovvero un’eresia! Il gazpacho va mangiato freddo! Lo sanno tutti. E lo chef, poco avvezzo alla democrazia gastronomica, furibondo, arriverà armato persino di coltello, al tavolo dell’odioso cliente. Un affronto al palato che sarebbe stato lavato col sangue se non fosse stato ritirato! Il cliente infatti avrà pure sempre ragione, ma il gazpacho non può essere servito caldo, mai!

La situazione parallela porterà i due ad avvicinarsi e poi in futuro persino a collaborare. Weiss infatti è già un cuoco apprezzatissimo ma dal carattere difficile, tanto che la sera della sigaretta sarà anche l’ultima in cui lavorerà per il famoso ristorante. Un parallelo narrativo che porterà i due ad incontrarsi in futuro e che diverrà il pretesto per costruire un sodalizio fondato su una duplice disfatta condivisa e la salvezza dal fallimento.

Intanto Zinos, in crisi con la fidanzata, perseguitato dalla sfortuna, rimarrà vittima di un incidente spostando una pesante lavastoviglie. Il “colpo della strega” gli sarà fatale e verrà obbligato ad un riposo assoluto che lo porterà lontano dai fornelli.

Chi si occuperà adesso del suo “Soul Kitchen”?

Ed ecco tornare in gioco lo chef pazzoide Weiss, ancora disoccupato. Questa scelta sarà la fortuna della sua bettola, che rinascerà grazie all’alta cucina e alle capacità culinarie del nuovo amico.

Weiss inizierà in punta di coltello anche a trasmettere a Zinos le sue capacità culinarie. Geniale la scena in cui spiega al giovane come trasformare il poco elegante “fish and chips” in un piatto da “haute cuisine”.

Lo chef difatti, con grande maestria, prenderà delle patatine fritte e le appallottolerà in una sorta di quenelle, poi tirerà via la panatura dai filetti di merluzzo e li adagiarà delicatamente sul piatto finendolo con una guarnizione di salsa rosa. Il “fish and chips” acquisterà così un aspetto glorioso da menu stellato e sarà una delle tante fortune del nuovo “Soul Kitchen”, che diventerà il locale più frequentato d’Amburgo.

Ma non sarebbe un bel film se non ci fosse sempre il colpo di scena dietro l’angolo. Ecco infatti che il rapporto con Nadine rischia di precipitare del tutto, tanto da portare Zinos in Cina in cerca di una riappacificazione. Chiamato a sopperire alla sua assenza è il fratello di Zinos, Ilias, uscito da poco di prigione. Mai decisione fu più sbagliata! Il furfante infatti durante una partita di poker si giocherà e perderà il “Soul Kitchen”! Una tegola pesante sulla testa di Zinos che però, nel frattempo, aveva almeno riconquistato il cuore di Nadine.

Amareggiato e sconfitto dalla vita, dopo aver perso il locale, Zinos troverà lavoro come guidatore di muletti. Il suo sogno però rimarrà sempre il Soul Kitchen che, intanto, verrà messo all’asta dall’autorità giudiziaria. Nadine, capita l’importanza che il ristorante ha per il suo fidanzato, metterà a disposizione dell’amato il denaro necessario per riscattare il locale, fornendo così un lieto fine definitivo alla storia.

Soul Kitchen è una gradevole commedia del regista Fatih Akin già noto per “La Sposa Turca” e premio speciale della giuria a Venezia, ottenuto cavalcando l’onda del nuovo multiculturalismo e dell’integrazione. Perfetto ed azzeccatissimo anche il cast: Adam Kazantsakis, l’attore che interpreta Zinos, per molti anni è stato effettivamente il proprietario di una taverna bistrò proprio ad Amburgo, di cui il regista era assiduo frequentatore. 

E chissà se l’incontro tra i due non sia stato la prima fonte di ispirazione e la fortuna di entrambi. Il lieto fine assicurato dopo una serie di vicissitudini e amarezze, sarà come l’incontro tra l’amaro e il dolce in cucina, che, se ben dosati, possono esserne il giusto connubio per una vita avventurosa quanto indimenticabile! 

Ha due passioni: la cucina ed il cinema.

La prima, quella per il cibo, di qualità, viene da lontano, quando da bambina trascorreva ore a guardare la nonna ai fornelli. Era "la regina della genovese", piatto della tradizione culinaria partenopea, il suo preferito, anche se alla fine era bravissima in tutto, cucinava come un chef…anzi, come la sua “chef personale”.

La buona cucina man mano è diventata per lei una passione imprescindibile, forse più un vizio, un piccolo momento personale di pace e serenità. E poi c'è proprio il cinema, che vive al limite di una "malattia”, tra dvd, libri e riviste specializzate che saturano l'aria e la luce della sua casa, e costituiscono ben più della cornice di un’autentica passione. 

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