Non chiamatela “banana”!

Frutto originario delle Filippine e dell’Indonesia, assomiglia alle nostre banane ma ha dimensioni più grandi e buccia più spessa. Versatile, economico e gluten-free, lo vediamo sempre più spesso troneggiare nell’area tropicale dell’ortofrutta dei supermercati più forniti, e può dar vita a mille e più ricette diverse, dal dolce al salato (cotto al vapore diventa addirittura alimento per lo svezzamento dei neonati). Parliamo del platano!

Più versatile e sostanzioso rispetto alla “sorella” banana, rispetto ad essa contiene anche più vitamine e il doppio di magnesio e potassio. Inoltre il platano, nelle cucine asiatiche, africane e centro-sud americane, va incontro a destini gastronomici differenti a seconda che sia acerbo o più maturo: da acerbo si consuma esclusivamente cotto (in questa fase della maturazione ha una consistenza amidacea simile a quella della patata), mentre se maturo si può mangiare anche crudo, quando la pasta diventa più gialla e tenera, quasi dolce (tanto che alcune popolazioni la usano come vero e proprio pane in tavola).

Ma partiamo nel nostro giro del mondo virtuale alla scoperta delle ricette e delle usanze internazionali che vedono il platano protagonista del gusto!

Nella cucina caraibica ha davvero un posto di grande rilievo, tant’è che viene adoperato anche a colazione: la popolazione locale, infatti, inizia la giornata con il mangù: platano cotto con burro e cipolle e ridotto a purè, accompagnato da salsicce e uova strapazzate. Decisamente allettante! Ma naturalmente il platano rientra anche come ingredienti di pasti principali come il mofongo: il platano si taglia a rondelle, si frigge, si schiaccia e si assembla a timballo.  Si condisce con cotenna di maiale fritta e si accompagna con brodo o pollo, fritto anch’esso – non sarà molto leggero, siamo d’accordo, ma sicuramente buonissimo!

In Sud America la passione per questo frutto è infinita, tanto da sostituirlo alla pasta. Ne è la prova il pastelon, stupendo piatto che a prima vista assomiglia ad una lasagna, ma che in realtà è composto da strisce di platano fritte, alternate a strati di carne macinata, vegetali e formaggio. I latini lo chiamano “Il Piatto Della Felicità”. Anche il pane in questi paesi è “rimpiazzato” dal platano, che addirittura si adatta alla preparazione di perfetti hamburger. E’ il caso del patacón: un vero e proprio panino di platano fritto, farcito con carne, pomodori e formaggio.

Non mancano in giro per il pianeta le versioni finger food, come nel minibocado colombiano (tradotto “bocconcino”) dove troviamo il platano tagliato a strisce sottili e fritto, poi utilizzato per avvolgere riso bianco e guacamole, serviti con dei succulenti gamberi.

Nelle Filippine il platano è utilizzato come dessert: viene tagliato a fette, insaporito con zucchero e cannella, e poi fritto. Si accompagna con del gelato, ed è davvero impossibile resistergli. Anche in Guatemala questo portentoso frutto è alla base di un dolce tradizionale: nelle rellenitos la purea del frutto è assemblata con fagioli fritti, cioccolato e cannella. Con questo impasto si forma una pallina che si frigge, e si serve ricoperta con zucchero a velo o miele.

In Colombia le fettine di platano fritto si riempiono con del formaggio filante, oppure si utilizzano come base per adagiarvi guacamole e carne sminuzzata. Se vi è capitato di viaggiare per l’America Latina, avrete sicuramente visto sugli scaffali dei supermercati le chips di platano: fanno concorrenza a quelle di patate, gli somigliano nell’aspetto e sono altrettanto golose! Anzi, forse anche di più. Con maionese e ketchup, vi apriranno le porte del paradiso.

Infine, nella Repubblica Dominicana è diffuso una specie di “hot dog” di platano, decisamente speciale: incidono il frutto per la lunghezza e poi lo friggono, lo riempiono di carne macinata, gustose verdure e formaggio...accompagnano il tutto con una President ghiacciata, e si godono la festa!

Allora, vi abbiamo invogliato a provare il platano? Lo avete mai visto nel vostro supermercato abituale?
Fateci sapere se vi siete mai cimentati nella sua preparazione, e quale è la vostra ricetta preferita. Aspettiamo i vostri commenti!

Scritto da Sara Genchi

Project manager nell'ambito Ricerca e Sviluppo, con vasta esperienza in organizzazione di eventi e scrittura giornalistica amatoriale. Oltre ai corsi per la certificazione in Project Management, ha frequentato classi di Giornalismo, Marketing Digitale e Comunicazione Efficace. Cucina e scrittura sono le sue passioni... ama proporre piatti della tradizione, ma anche etnici ed innovativi: legge le ricette solo come spunto, poi crea piatti tutti suoi. Vive a Roma, con marito, due bambini e un gatto norvegese. Ama viaggiare, le lingue straniere e camminare!

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