Lapsang Souchong

Quanto piacere nel solo pensiero di una buona tazza di tè caldo da sorseggiare lentamente nei freddi pomeriggi invernali! Ma avete mai provato la sua versione…affumicata?

Una vera delizia e particolarità gastronomica, davvero da non perdere per tutti gli amanti della bevanda simbolo della cultura orientale.

Dall’aroma ricco, la consistenza morbida al palato e il retrogusto non amaro, il suo sapore è spesso più dolce di quanto lo si aspetti, e le sue note retrolfattive ricordano il legno e il sigaro. Non a caso, è molto amato dai degustatori di whisky, perfetto anche per aggiungervi latte e un pizzico di zucchero come vuole la tradizione del Regno Unito.

Nel corso delle passate vacanze natalizie, il tè affumicato mi è stato servito a sorpresa al termine di una cena gourmet. In particolare, si trattava del Lapsang Souchong, che non è l’unico tè affumicato esistente, ma è di certo il più famoso in territorio occidentale, affumicato con pregiato legno di pino o di cedro, da cui deriva un sapore emozionante quanto inconfondibile.

E’ conosciuto con il nome originale di “Zheng Shan Xiao Zhong” nel suo territorio d’origine, ovvero i Monti Wuyi, catena patrimonio dell’umanità UNESCO situata al confine tra le province del Fujian e Jiangxi, nel sud-est della Cina.

Una leggenda narra che durante la dinastia Qing, un esercito si accampò all’interno di una fabbrica di tè presso il villaggio Tong Mu, situato tra le montagne Wuyi Shan. I lavoranti abbandonarono il loro lavoro e la struttura, e così le foglie di tè da poco raccolte attesero invano di essere sottoposte ai trattamenti per trasformarsi in tè verde.

Ma non appena i militari abbandonarono il luogo, i lavoranti si rimisero subito all’opera, e per portare il più velocemente possibile il prodotto sul mercato - dal momento che si stava deteriorando a causa del trascorrere dei giorni – presero l’iniziativa di mettere a bruciare dei rami di pino sotto le foglie di tè per farle essiccare più rapidamente. Probabilmente, in un primo momento pensarono di aver rovinato il tè, ma fu tutt’altro che così, dal momento che il prodotto fu subito apprezzato dai mercanti olandesi, che ne incentivarono poi la diffusione nel mondo intero.

Oggi il Lapsang Souchong è un tè affumicato proposto spesso in contesti lussuosi, dalle eleganti sale da tè londinesi  a quelle moscovite, e pare fosse la tipologia di tè preferita da Winston Churchill.

Mentre il Lapsang è un tè affumicato puro, quello altrettanto molto conosciuto in occidente con il nome di Russian Caravan è invece un blend di tè affumicato, tè nero e tè oolong, dal sapore affumicato dunque più delicato rispetto al Lapsang.

Non per ultimo, il Lapsang Souchong si distingue anche per essere un tè ottimo da utilizzare non solo come bevanda, ma anche come vero ingrediente di cucina: ad esempio, potrete utilizzarlo proprio come un brodo per bagnare un risotto (facendo attenzione a non utilizzarne troppo; basteranno tre cucchiai rasi per ogni litro d’acqua).

Qualche idea? Provate a mantecarlo con formaggio a crosta fiorita e noci e servirlo con qualche goccia di aceto balsamico tradizionale autentico, o ancora a portarlo in tavola guarnendolo con uno stracotto di selvaggina al vino rosso sfilacciato e rifinitendolo con del pepe nero e della noce moscata.

Il tè affumicato sarà inoltre perfetto anche per rientrare a far parte delle marinature per il pesce, come il salmone, il pesce spada, o ancora dei medaglioni di rana pescatrice, da scottare poi brevemente in padella. E perchè no anche per le carni, soprattutto quelle suine, utilizzandolo magari per farvi marinare l'arrosto prima di cuocerlo in forno?

Inoltre, utilizzandolo per allungare il caffè, si otterrà una profumata bagna alterativa per torte e tiramisù.

Noi lo abbiamo trovato da Peter’s TeaHouse nel centro storico di Genova, che ringraziamo per la piacevole chiacchierata su questo particolare prodotto e anche per la fotografia di apertura dell'articolo.

Scritto da Sara Albano

Diplomata al liceo linguistico di Taranto, sua città di nascita, raggiunta la maggiore età sceglie di seguire il cuore trasferendosi nella food valley d’Italia, conseguendo la laurea in Scienze Gastronomiche presso l’Università di Parma, per poi intraprendere un master in Marketing e Management per l’Enogastronomia a Roma e il percorso per pasticceri professionisti presso la Boscolo Etoile Academy a Tuscania, dopo il quale ha subito inizio il suo lavoro all’interno della variegata realtà di Campoli Azioni Gastronomiche Srl, 

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