Ode al pomodoro

«La poesia è sempre un atto di pace. Il poeta nasce dalla pace come il pane nasce dalla farina»

Con queste parole Pablo Neruda - nome d'arte di Ricardo Eliezer Neftalí Reyes Basoalto, stimato poeta, diplomatico e politico cileno, considerato tra i più importanti rappresentanti della letteratura latino-americana contemporanea – esprime quello stesso concetto romantico della vita che si rifletterà in ciascuna delle sue opere. Amante delle piccole cose e della sua terra, il tema dell’affezione per la vita accompagnerà ogni suo verso, tra concretezza, profondità e drammaticità, alla ricerca di una libertà assoluta.

Le sue Odi elementari, dedicate alle cose semplici dell’esistenza, dal “gatto” al “carciofo”, suscitano riflessioni che portano alla felicità del pensiero attraverso la semplicità. Ecco i versi attraverso i quali la celebre penna sudamericana riesce a rendere poetico e raffinato un prodotto amato in tutto il mondo, qual è il pomodoro.

 

Ode al pomodoro


La strada
si riempì di pomodori,
mezzogiorno,
estate,
la luce
si divide
in due
metà
di un pomodoro,
scorre
per le strade
il succo.
In dicembre
senza pausa
il pomodoro,
invade
le cucine,
entra per i pranzi,
si siede
riposato
nelle credenze,
tra i bicchieri,
le matequilleras
la saliere azzurre.
Emana
una luce propria,
maestà benigna.
Dobbiamo, purtroppo,
assassinarlo:
affonda
il coltello
nella sua polpa vivente,
è una rossa
viscera,
un sole
fresco,
profondo,
inesauribile,
riempie le insalate
del Cile,
si sposa allegramente
con la chiara cipolla,
e per festeggiare
si lascia
cadere
l'olio,
figlio
essenziale dell'ulivo,
sui suoi emisferi socchiusi,
si aggiunge
il pepe
la sua fragranza,
il sale il suo magnetismo:
sono le nozze
del giorno
il prezzemolo
issa
la bandiera,
le patate
bollono vigorosamente,
l'arrosto
colpisce
con il suo aroma
la porta,
è ora!
andiamo!
e sopra
il tavolo, nel mezzo
dell'estate,
il pomodoro,
astro della terra,
stella
ricorrente
e feconda,
ci mostra
le sue circonvoluzioni,
i suoi canali,
l'insigne pienezza
e l'abbondanza
senza ossa,
senza corazza,
senza squame né spine,
ci offre
il dono
del suo colore focoso
e la totalità della sua freschezza.

Di Pablo Neruda - Odi elementari, 1954

 

Scritto da Sara Albano

Diplomata al liceo linguistico internazionale di Taranto, sua città di nascita, raggiunta la maggiore età sceglie di seguire il cuore trasferendosi nella food valley d’Italia, conseguendo la laurea magistrale in scienze gastronomiche presso l’Università di Parma, per poi intraprendere un master in Marketing e Management per l’Enogastronomia a Roma e il percorso per pasticceri professionisti presso la Boscolo Etoile Academy a Tuscania, dopo il quale ha subito inizio il suo lavoro all’interno della variegata realtà di Campoli Azioni Gastronomiche Srl,  dove si occupa oggi di back office, redazione e project management a 360°, sia in ambito di ristorazione ed eventi, che in ambito di attività che coniugano la gastronomia ai settori dell’editoria, del marketing e della comunicazione. 

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